Ernesto de Martino

giovedì 25 aprile 2019

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Archivio Ernesto de Martino

progetto di organizzazione ipertestuale dei materiali

versione 3.0 - settembre 2013

direzione: Clara Gallini

realizzazione: Gino Satta

   

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la guida è ancora da fare

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Ernesto de Martino
Ernesto de Martino

Clara Gallini,
Ernesto de Martino
,
in Dizionario delle religioni, Einaudi 1993

Vittorio Lanternari,
Ernesto de Martino
,
in Dizionario biografico degli italiani, vol. 38 1990

Riccardo Di Donato,
Ernesto de Martino
,
in Il Contributo italiano alla storia del Pensiero - Politica (2013)

Marcello Massenzio,
Ernesto De Martino e l'antropologia

in Il Contributo italiano alla storia del Pensiero – Filosofia (2012)

ERNESTO DE MARTINO
(Napoli 1908 - Roma 1965)

Antropologo storico delle religioni di fama internazionale, ha rinnovato decisamente il corso degli studi italiani.
Allievo di Adolfo Omodeo, e agli inizi prossimo a Benedetto Croce, il suo primo libro, Naturalismo e storicismo nell'etnologia, 1941, riesamina criticamente le principali correnti dell'etnologia euro-americana, per affermare l'esigenza di aprire lo storicismo italiano allo studio delle civiltà «primitive». Molto discusso fu Il mondo magico, 1948 (ma steso nel 1944-45) che sulla base di un ampia documentazione etnografica, affronta il problema della «realtà» dei poteri magici e introduce - non senza consapevoli ripensamenti delle filosofie esistenzialistiche tedesca e italiana - i concetti, tra loro correlati, di «crisi della presenza» e di «reintegrazione culturale» mediata dalla magia e dalla religione. In ulteriori vari scritti teorici (parzialmente raccolti in Furore, simbolo, valore, 1962) preciserà la natura di quel processo di «destorificazione» che consente al mito e/o al rito di costruirsi come modello risolutivo e iterabile.
Durante gli anni '50 compì numerosi viaggi nel sud, prima in Lucania e poi nel Salento, per studiare struttura e funzione di varie pratiche simboliche iscritte nel quadro del cattolicesimo meridionale, comunque da studiarsi nella prospettiva, non solo diacronica, di un rapporto dialettico e contraddittorio tra culture egemoniche e subalterne (con richiami critici al pensiero di Gramsci). Nacquero così Morte e pianto rituale nel mondo antico, 1958 (sul lamento funebre in Lucania, nel folklore euro-mediterraneo, nel mondo antico e sulla polemica cristiana nei suoi confronti. Premio Viareggio), Sud e magia, 1959 (sulle pratiche magiche in Lucania e la credenza napoletana di origine colta, della jattura), La terra del rimorso, 1961 (sul tarantismo pugliese).
La morte lo colse mentre lavorava al progetto di un libro sulle apocalissi culturali nel mondo antico e nell'età moderna: appunti e note preparatorie che sono edite postume in La fine del mondo, 1977 (a cura di Clara Gallini). Da queste pagine traspare la grande tensione teoretica di un autore, che lavorando attorno ai concetti «crisi» e «ethos del trascendimento nei valori» va esplorando tutti i possibili percorsi cognitivi (antropologia, storia delle religioni, marxismo, psicanalisi, esistenzialismo, crocianesimo ...) di un metodo complesso ma mai eclettico.

Clara Gallini
(in Dizionario delle religioni, diretto da Giovanni Filoramo, Einaudi, Torino 1993)


ultima modifica
15 January 2018 13:46:08.